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"Ri-fiutare": un nuovo modo di sentire il cambiamento
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08/03/2012

La società odierna, dominata da eccessivi consumi e da sprechi frenetici, è un'inesauribile fucina di rifiuti, che stanno divenendo uno dei maggiori problemi per la salute del Pianeta. La gestione di essi costituisce una delle emergenze più impellenti cui far fronte con sollecitudine, fissando obiettivi miranti al cambiamento radicale degli stili di vita contemporanei. La politica delle 4R (Riduzione - Riuso - Riciclo - Recupero) promossa dall'Unione europea è la via responsabile da percorrere per superare l'essenza bulimica della attuale contingenza e per ritrovare una dimensione sociale più equilibrata e sostenibile, tendente alla riduzione degli sprechi e al saggio reimpiego degli scarti prodotti. Attuare tale ""ri-evoluzione"" presuppone una trasformazione delle abitudini e delle attitudini di un ""ben-essere"" dominato dai surplus, non più contemplabile per gli impatti ambientali ed etici che da esso hanno origine. Serve una presa di coscienza collettiva e una partecipazione corale nell'alimentare il gene di un mutamento ormai indifferibile. Il rifiuto, allora, oltre a dover essere ridimensionato nella sua formazione, deve poter essere ricondotto in un circuito di riciclo e portato a nuovo utilizzo, a nuova vita. Ma perché questi processi si attuino e si diffondano universalmente è d'uopo acquisire la sentita convinzione civica del ""fare comune"", dell'""acting together"". È necessario un dinamismo generale e unidirezionale verso il cambiamento. Testimonianze illustri nazionali e internazionali, raccolte dalla redazione di Eco-news, dimostrano che ci si sta muovendo nella giusta direzione, sebbene siano ancora presenti atteggiamenti di free-riding, ovvero di chi preferisce opportunisticamente non prendere parte fattivamente al processo evolutivo, aspettando che altri agiscano per proprio conto. Oggi, però, le emergenze ambientali, economiche e sociali impongono che ci si adoperi tempestivamente e all'unisono, senza esitazioni né reticenze. Anche una corretta e virtuosa gestione dei rifiuti può stimolare quel sentimento di partecipazione, di reciprocità e di coinvolgimento attivo degli attori sociali che è foriero della rinascita di un ""humus civico"" consapevole e illuminante.

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