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Agricoltura urbana: in città i funghi nascono dal caffè, nel container super tecnologico
La start up Funghi Espresso ha lanciato una campagna di crowdfunding per realizzare il primo prototipo a Firenze: con cinque unità si produrrebbero 300 kg ogni dieci giorni, creando due nuovi posti di lavoro
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10/03/2016

In Italia ci sono 110 mila bar che ogni anno producono 380 mila tonnellate di fondi di caffè. Una montagna di polvere ricca di minerali e sostanze nutritive, che però finisce nel migliore dei casi nella raccolta dell’organico, nei casi peggiori in discarica o agli inceneritori. La start up toscana Funghi Espresso, dal 2014 ha cambiato il finale a questo scarto trasformandolo in substrato per la coltivazione dei funghi, appunto, ora lancia la fase due. L’idea è che il recupero dei fondi di caffè non solo porti a ridurre la mole di rifiuti da gestire, ma apra anche prospettive interessanti per l’agricoltura urbana.

“Dal 2014 a oggi, abbiamo recuperato 12 tonnellate di fondi di caffè, utilizzate per produrre e vendere una tonnellata di funghi freschi prodotti nel nostro stabilimento di Capannori, in provincia di Lucca, e 3 mila kit per la coltivazione domestica di funghi commestibili della specie Pleurotus, adatti a diversi tipi di preparazioni”, spiega Antonio Di Giovanni, agronomo e co-fondatore dell’azienda insieme all’architetto Vincenzo Sangiovanni e all’imprenditore giapponese Tomohiro Sato. Ora l’obiettivo è “trasformare il nostro processo produttivo in modello replicabile, che possa essere realizzato anche in contesti urbani. Riceviamo molte richieste da persone che vorrebbero avviare una produzione di questi funghi, ma non hanno uno spazio adatto e necessitano di supporto: da qui ci è venuta l’idea di un container in cui la coltivazione di funghi avvenga in maniera automatizzata.

I sensori Arduino monitoreranno i parametri ambientali, come umidità e concentrazione di anidride carbonica – “se c’è troppa CO2, il Pleurotus non riesce a crescere bene” – mentre un impianto di nebulizzazione irrigherà i funghi coltivati sfruttando al meglio gli spazi verticali. Nella fase di avvio, il team di Funghi Espresso offrirà consulenza e assistenza. “Il progetto è destinato soprattutto a Comuni e aziende dell’agroalimentare che si trovano a disporre di grosse quantità di fondi di caffè da smaltire. Abbiamo calcolato che con un investimento di 50 mila euro si potrebbero realizzare cinque container, in grado di generare due posti di lavoro e garantire una produzione di 300 chili di funghi freschi ogni dieci giorni, circa 1 tonnellata al mese”, spiegano i fondatori dell’azienda, selezionata dal Ministero delle Politiche Agricole tra le 25 startup agricole più innovative in Italia.

L’idea è stata selezionata insieme ad altre nove dal programma PostepayCrowd, avviato da Poste Italiane, Eppela e Visa per sostenere le start up. Ora il team punta a raccogliere le risorse necessarie per realizzare il primo prototipo a Firenze, nel cortile del centro di coworking Impact HUB, attraverso una campagna di crowdfunding in corso su Eppela: 15 mila euro l’obiettivo, con un co-finanziamento di 5mila euro da parte di Visa. “Tra le ricompense previste per chi contribuirà al finanziamento del progetto – spiega Antonio Di Giovanni - ci sono anche una cena a base di funghi prodotti con il metodo Funghi Espresso, in compagnia dei titolari dell’azienda, corsi di formazione per la coltivazione, kit domestici e una giornata in azienda”.

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