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Dai fagioli all'uva. Gli imballaggi sono sempre più eco
Nuovi materiali pensati e realizzati per risparmiare risorse, materie prime ed emissioni. L'economia circolare entra sempre più nelle nostre case.
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12/10/2015

Una confezione per uno degli champagne più conosciuto al mondo realizzata con la buccia degli stessi acini con i quali si è fatto il vino. Un contenitore per alimenti realizzato con la buccia dei fagioli, lavorati e prodotti dai contadini etiopi.

È la nuova frontiera del packaging, quella che punta a ridurre l'utilizzo di materie prime e di utilizzare invece quelli considerati come scarti. Economia circolare in gergo, quella dove i rifiuti ritornano in circolo e vengono riutilizzati, non buttati.

È quello che ha fatto la famosa casa Veuve Clicquot in collaborazione con Ds Smith, con Naturally Clicquot 3, la nuova confezione 100 per cento biodegradabile e riciclabile, realizzata con le bucce degli acini appena spremuti. La casa vinicola si è avvalsa della collaborazione della cartiera Favini, già conosciuta per produrre carta con parte di scarti agro-industriali, che ha così utilizzato le bucce essiccate e micronizzate dell'uva per produrre la carta ecologica, con un risparmio del 25 per cento di fibre vergini.

La cartiera veneta ha collaborato anche ad un altro progetto, questa volta per un packaging certificato per il contatto diretto con gli alimenti. Grazie all'iniziativa Save the Waste di Pedon è nata una carta ottenuta dagli scarti di lavorazione dei fagioli.

Questo progetto, presentato in occasione di Expo 2015, ha addirittura una marcia in più: le materie prime, rigorosamente non Ogm, provengono da cooperative agricole che lavorano in Etiopia. “Con Save the Waste – si legge in una nota – l'azienda conferma il proprio impegno non solo nel favorire lo sviluppo economico e sociale delle regioni in cui è presente, ma anche per il sostegno e la tutela della comunità e cultura locali attraverso iniziative etiche autonome, come la scuola all’interno dello stabilimento etiope di Nazreth”.

Ma il packaging in carta può diventare anche una forma d'arte, di creatività. Lo ha realizzato in questo caso Comieco in collaborazione con il Lab MD (centro universitario di ricerca del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara), coordinato dal prof. Alfonso Acocella. “Paper Design” diventa una mostra e un'installazione che esplora le più varie applicazioni di carta e cartone. Perché come ricorda Carlo Montalbetti, direttore generale di Comieco: “Carta, cartone e cartoncino da sempre fanno parte del nostro vivere anche se spesso ci limitiamo ad usarli senza pensare che di fatto non esistono in natura ma sono il frutto dell’ingegno e dell’abilità dell’uomo, così come il riciclo”.


Ingegno e abilità appunto. Qualità che ci aiuteranno nel trovare sempre nuove soluzioni per un'economia circolare e sostenibile.

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